Giocare con la voce e il ritmo è qualcosa di profondamente umano e di particolarmente affine ai bambini che nel ritmo della voce sentono riecheggiare un passato non molto lontano, dove il movimento del corpo e della voce creavano la trama dell’esistenza (uterina). Il corpo fa rumore, il movimento e la ripetizione dei gesti sono segno di vita, ma si collegano a percezioni che il cervello legge in modo profondo: pensate a come i neonati si rilassino quando vengono cullati.
Eppure permettere ad una storia di far giocare con la voce e con il corpo è difficile perché pretende la rinuncia ad ogni obiettivo tematico ed oggi i libri vendono, se è facile identificare il tema a cui sono dedicati.
Maria Girón prova a invitare i lettori dentro ad un gioco corporeo-musicale con un libro che hai già vinto il 17º premioo Compostela 2024: Bim Bum Bam.
«BIM BUM BAM
Bim, Bum e Bam andavano in spiaggia.
Si fermarono un momento, bussarono alla porta: toc toc! E gridarono: TAAATAAA!»
Un gatto giallo, un orsacchiotto aranciato e una bambina dalla folta chioma fiammeggiante sono pronti per andare in spiaggia e passano a invitare un’amica, una giovane ragazza dalla fluente chioma corvina.
«Tata si affacciò alla finestra. “Bim, Bum, Bam! Dove andate?” “Indovina.” “In… piscina?” “No in spiaggia! Vieni con noi?” E Tata disse “Sììììììì”».
«BIM BUM BAM TATA
Bim, Bum, Bam e Tata andavano in spiaggia»
Questo ritmo tripartito, che vede in un primo momento la presentazione ritmica dei personaggi, in un secondo momento la pausa davanti a casa e nel terzo momento l’accettazione dell’invitato ad unirsi alla compagnia, si ripete uguale per gran parte della durata del libro, creando quello che è un movimento progressivo e cumulativo.
Il gruppo di persone dirette in spiaggia infatti aumenta progressivamente sia a livello visivo che a livello sonoro, come nel ritornello di una conta o di una canzone:
«BIM BUM BAM»
«BIM BUM BAM TATA»
«BIM BUM BAM TATA TRAC»
…
È chiaro che la sequenza fonica dei nomi anima richieda un cambio di tempo che modula l’intera traiettoria della narrazione: andante con brio, poi adagio, rapido… come in un vero e proprio componimento musicale. L’ultimo ad aggiungersi alla comitiva è Plon che rompe la ripetitività del modulo - con una esplosione sorprendente! -, aprendo idealmente un nuovo movimento musicale.
«BIM BUM BAM TATA TRAC PLIN PLON»
Arrivati in spiaggia, infatti, la storia si ferma in una pausa che pretende l’ascolto di qualcosa che non è espresso dalle parole, ma che le illustrazioni ci comunicano perfettamente nella descrizione dell’euforia dei giochi tra le onde.
L’orizzonte narrativo avrebbe potuto esaurirsi nel silenzio, invece la storia ci offre un ultimo movimento finale che cambia ulteriormente ritmo, perché gli amici raccolti sotto l’ombrellone, in un momento di pausa, giocano a inventare delle poesie i cui elementi fonici non sono altro che i loro nomi propri che esplodono in un garbuglio finale che strapperà più di una risata.
«BUM TATA BAM PLIN TRAC BIM PLON»
«TRAC PLON PLIN BAM BIM TATA BUM»
Il libro è perfetto per essere letto ad alta voce: aldilà del ritornello musicale, il testo è ripetitivo e basato sul discorso diretto che permette un’animazione del lettore e favorisce l’interazione.
Le immagini accompagnano perfettamente il ritmo del testo. La pagina “ritornello” sembra un vero e proprio pentagramma che si arricchisce di nuove note senza niente intorno, sottolineando come il lettore debba passare velocemente in quella pagin,a basandosi esclusivamente sul gioco della voce e dei suoni: i personaggi sono di profilo e corrono quasi a suggerire al lettore un’accelerazione giocosa della lettura.
Nelle due aperture successive le illustrazioni seguono il cambiamento del testo: i personaggi danno le spalle al lettore, coinvolgendolo nello sguardo di attesa del nuovo amico, con più calma.
Maurice Sendak ha sempre sostenuto che la capacità di imprimere movimento alle figure fosse una caratteristica essenziale nella strutturazione di un buon alto illustrato («L’affinità che avverto tra il visivo e il musicale spiega perché, secondo me, il modo in cui adatto un testo alle immagini non sia poi tanto diverso da quello in cui un compositore adatta una poesia alla musica») e Maria Girón riesce nell’intento, anche allontanandosi dalla zona di comfort di una tipologia illustrativa quasi fotografica che caratterizza molte delle sue opere: in questo caso, infatti, si abbandona a qualcosa di più essenziale e cromatico che trasforma le figure in movimenti, quasi in note.
I cambi di ritmi, l’armonia illustrativa, la gioiosa allegria del testo creano un vero e proprio passatempo musicale con l’unica esplicita richiesta che il bambino si lasci coinvolgere nel gioco.
Un buon libro dai 3 anni.