Quando dei genitori adottivi stanno per partire per il Paese dove incontreranno loro figlio, l’emozione e lo sciogliersi della tensione di anni (ben più di 9 mesi…) è tale che l’euforia e la confusione regnano sovrani per giorni: io continuavo a fare liste, a spuntarle, a cercare pareri, ad aggiungere cose, poi riempivo valigie, le pesavo, le svuotavo e ricominciavo… Tuttavia portare uno o due libri per il proprio figlio è un pensiero che deve trovare il suo posto, non solo perché la lingua dei genitori sarà una lingua straniera, ma perché leggere regala una intimità tanto preziosa quanto unica, un’esperienza che è raro che i nostri figli abbiano provato.
Se vostro figlio ha un’età compresa tra i 2 e i 5 anni una bella idea, potrebbe essere portarsi un libro “enciclopedico” per favorire la comunicazione: giocare a nominare i primi oggetti e divertirsi a vocalizzare i primi suoni lontani può essere un buon passatempo e un utile incentivo alla complicità con mamma e papà. Inoltre tenete presente che la vita al di fuori delle mura degli orfanotrofi può essere causa di panico e timore: mostrare immagini di vita quotidiana e magari dell’aeroporto (luogo che frequenterete più volte, probabilmente) può aiutare ad allentare la tensione:
Non dimenticatevi un bel libro da leggere prima di addormentarsi: istituire un rito della nanna con la lettura della stessa storia giorno dopo giorno regala al bambino un momento rassicurante e significativo. Nello stesso tempo, tenete conto che addormentarsi è un momento faticoso per bambini che si trovano, da un giorno all’altro in braccio ai propri sconosciuti genitori! Noi abbiamo portato quello in foto!
Se vostro figlio è più grandicello (dai 6 anni in su) non sottovalutate il valore del libro.
Per bambini già scolarizzati la comunicazione assume un ruolo fondamentale: non sono più abituati ad una comunicazione paraverbale (gesti, suoni…) e la lontananza della lingua dei genitori può essere molto frustrante.
In questo caso libri con figure con doppia lingua possono essere importanti, non sottovalutate la paura dell’esterno (e dell’aeroporto): il bambini vorranno mostrarsi “grandi” e all’altezza della situazione, date loro degli strumenti perché possano provarci! Giocate con loro e mostratevi disponibili a imparare la loro lingua, lasciatevi guidare nel mondo, valorizzate il loro saper comunicare – mentre voi non ci riuscite – e fidatevi, quando si troveranno a casa, nella situazione inversa, saranno più disponibili a fare lo stesso. La musica e i libri musicali con canzoni potranno esservi utili: ridere e cantare sdrammatizza l’errore comunicativo.
Potrebbe essere molto bello portare con sé un album fotografico o il libro che dovrete avere già compilato con la vostra storia: il vostro percorso per arrivare a lui, le foto della famiglia che li aspetta, la casa, la sua camera, la sua città anticiperanno ciò che li aspetta a casa (guardate sotto per i consigli a riguardo!).
Dedicare del tempo esclusivo e intimo a bambini che non ne hanno mai goduto è un’esperienza intensa e unica: non privatevi di questa possibilità! La voce e le parole segnano l’istituirsi di un legame forte, anche se questo viene instaurato da più grandi, fa parte dei bisogni del bambino. Portate un libro con una filastrocca sul sonno di quelli che i bambini più piccoli amano, sono piccoli anche se riuscite a metterli in passeggino! Oltre a quelli consigliati prima per i più piccini, che vanno benissimo, anche questo: Robert Munsch, Ti amerò sempre, Leone verde dei piccoli.
Una bella idea può anche essere portare una raccolta illustrate di fiabe del Paese di origine: loro potrebbero conoscere la trama e la vostra lingua straniera potrebbe non risultare così estranea, tuttavia su questo argomento siate cauti, è possibile che i bambini vivano un iniziale forte rifiuto del loro Paese, in questo caso allora un libro sulle fiabe italiane farebbe a caso vostro!
Che libro regalare ad un bambino adottivo?
Non un libro sull’adozione! Regalereste mai ad un bimbo appena nato un libro sul concepimento e la nascita? La genitorialità adottiva deve trattare con delicatezza una storia di affetto infranto e una nuova storia di amore, lasciate che ogni famiglia trovi le parole adatte, non siate invadenti, non dovete insegnare niente a nessuno, ma festeggiare l’arrivo di un bambino!
E quando si festeggia l’arrivo di un bambino, se pensate ad un libro, pensate ad un libro bello (come quello qui a lato!). Se è un bimbo piccino orientatevi su libri adatti alla sua età e alle sue competenze, se il bambino è un po’ grandicello informatevi sui suoi gusti e sui suoi interessi e cercatene uno che possa essere perfetto per lui (tenete conto che all’inizio sarà meglio sia illustrato!). Qui trovate un po’ di spunti aggiornati: libri adatti ai 2 anni; libri adatti ai 3 anni; libri adatti ai 4 anni; libri adatti ai 5 anni; libri illustrati per bambini in età scolare.
Libri per narrare la storia adottiva
Mentre aspettavo l’arrivo del nostro secondogenito Hutai, ho fatto un po’ di ricerche sui libri che raccontano dell’adozione: li potete trovare qui e qui.
Questi libri esplicitamente riguardanti l’adozione potranno essere strumenti utili ai genitori che trovassero affinità della storia raccontata con la propria storia personale, in mano ad estranei queste storie potrebbero involontariamente risultare invadenti e indelicate.
Libri per parlare della bellezza dell’accoglienza e della famiglia adottiva
Esistono infine testi la cui narrazione non riguarda esplicitamente l’adozione, ma possono essere presi come spunti interessanti per parlare positivamente della storia adottiva:
Cosa dite? Avete altri suggerimenti? Cosa avete portato con voi e quali regali libreschi sono stati più graditi?
P.S. un grazie infinito va Roberta Penso per la consulenza sui ragazzi grandicelli!