Non è semplice scrivere libri illustrati dedicati ai semi e ai loro viaggi, questo perché il tema è molto affascinante, ma anche molto ampio e spesso mantenere un buon equilibrio tra un appeal illustrativo e una ragionevole quantità di nozioni non è semplice. Tanti si sono cimentati, ma pochi hanno confezionato narrazioni interessanti. Ci riesce - ma non avevamo dubbi - Marie-Laure Cruschi alias Cruschiform, autrice eclettica (qui potete leggere un’intervista che le feci qualche anno fa) che ha sorpreso tutti con il suo indimenticabile Colorama e che si cimenta in un libro-catalogo dedicato proprio ai semi e ai loro viaggi.
Che cosa rende il suo approccio interessante e il suo libro un gran bel libro? Provo a raccontarvelo!
Innanzitutto l’autrice crea una cornice narrativa che pone il discorso scientifico in relazione ad un significato simbolico e metaforico interessante: Odissea dei semi è infatti il titolo che richiama immediatamente i grandi cicli mitologici, ma anche un profondo legame con la casa.
Perché i semi partono? Dove desiderano arrivare?
Questo doppio filo (scientifico-simbolico) si declina in una serie di categorie entro cui collocare i diversi viaggi che i semi intraprendono e che hanno nomi affascinanti, slegati da una preoccupazione scientifica, a favore di un approccio che potremmo definire narrativo: «in un soffio, in balìa del vento, a pelo d’acqua, tra fuoco e fiamme, a passo di formica…»
Sfumature di significato che raccontano le strategie che i semi hanno scelto, nel corso dell’evoluzione, per mettersi in modo pur non avendo “gambe” per farlo!
Ogni sezione-capitolo, dunque, raccoglie una 15 di protagonisti presentati uno per uno.
Sorprendente è anche la scelta di affiancare ai nomi comuni dei semi un epiteto che esplicita in modo poetico ed efficace la peculiarità e l’unicità di ciascuno:
«digitale purpurea - darsela a gambe, moneta del papa - mille scudi al chiaro di luna, scovolina - fragranza funesta, tasso - pacco a sorpresa…»
Al nome segue, poi, un breve testo descrittivo (5-6 righe) che focalizza, peculiarità, aneddoti e curiosità.
Questo volto letterario dialoga con armonia con il contenuto scientifico: le immagini sono tassonomiche e lo stile grafico dell’artista riesce a mantenere la precisione descrittiva, salvaguardando la bellezza che una o l’altra posa possono amplificare. Per ogni protagonista è riprodotto il seme e il frutto che funge spesso da “trasporto” con colori precisi e ombreggiature che ne fanno intuire il movimento.
La struttura paratestuale è rigorosa: in alto il lettore può trovare il nome scientifico (Impatiens noli-tangere) e un’indicazione della scala di ingrandimento (x2,5). In appendice, poi, vengono riportate alcune cifre significative e tutti i protagonisti organizzati in indici tematici e alfabetici.
La riflessione grafica della progettazione del libro è curata finemente: dalla scelta delle font al ritmo dato dalle pagine colorate con lettere bianche che scandiscono i capitoli, dalla doppie pagine silenziose che introducono il contesto naturale in cui i semi si muovono all’impaginazione nitida dei protagonisti nella pagina.
Tutte queste accortezze rendono la lettura piacevole, affascinante e mai monotona, con un testo che non assalta e non spaventa il lettore, anzi lo ammalia con le sue forme.
Un bel libro.
P.S. il titolo del mio articolo è tratto dalla citazione posta in apertura al volume!